Dott. Randazzo

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Stato Nutrizionale

Valutazione Nutrizionale

La valutazione nutrizionale in pediatria consta di più componenti:

Raccolta della storia alimentare e clinica del bambino
Esame fisico, compresa la misurazione accurata dell’accrescimento, dei dati antropometrici e della composizione corporea.

L’indagine strumentale

Raccolta della storia alimentare e clinica del bambino

È fondamentale una accurata raccolta della storia clinica del bambino, con particolare focus su:

  • Età gestazionale alla nascita e andamento della crescita endouterina
  • Durata dell’allattamento al seno
  • Eventuale utilizzo di formule speciali nei primi mesi di vita
  • Età al momento del divezzamento
  • Varietà e tipologia degli alimenti assunti
  • Suddivisione dei pasti e comportamento durante l’allattamento e i pasti
  • Diario alimentare di almeno 3 giorni per ottenere un quadro più rappresentativo dell’apporto alimentare (con analisi da effettuare tramite tavole degli alimenti o programmi informatici specifici al fine di calcolare l’apporto energetico totale e la ripartizione dei differenti nutrienti)
  • Presenza di altri disturbi associati quali una perdita di peso non intenzionale, diarrea, vomito etc.
  • Andamento della crescita nei primi anni
  • Presenza di malattie negli altri membri della famiglia
  • Sviluppo neuropsicomotorio (età di raggiungimento delle principali tappe dello sviluppo)
  • Eventuale presenza di problematiche psicosociali nella famiglia

 

Se possibile, è opportuno osservare direttamente (o tramite videoregistrazione) un pasto del bambino, al fine di rilevare eventuali campanelli di allarme per un disturbo del comportamento alimentare o difficoltà nella fase di masticazione o deglutizione.

Dati antropometrici ed esame fisico

Indici antropometrici

La crescita deve essere misurata con accuratezza, prestando attenzione alla tecnica corretta e alla registrazione dei dati. L’antropometria possiede alcune caratteristiche ideali per la valutazione dello stato di nutrizione quali: assenza di invasività, semplicità di esecuzione, basso costo, disponibilità di valori di riferimento, rilevanza funzionali.

Le principali rilevazioni antropometriche sono:
a) Peso
b) Altezza e velocità di crescita
c) Indice di massa corporea
d) Circonferenze corporee
e) Rilevazioni plicometriche

Queste misurazioni vengono successivamente rappresentate sul grafico di crescita in corrispondenza del centile appropriato.  Gli standard di crescita di una popolazione andrebbero costruiti e aggiornati a ogni generazione, il miglioramento dello stato nutrizionale nelle prime epoche della vita ha stimolato un trend verso la pubertà anticipata e una statura adulta più elevata. Per i soggetti di età compresa tra 0 e 6 anni sono oggi disponibili carte di crescita internazionali promosse dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Questi standard si basano sulla crescita ottimale di bambini sani e di diverse etnie, allattati in modo esclusivo al seno fino all’età di 6 mesi.

Per la popolazione italiana le curve di crescita da utilizzare dopo i due anni sono quelle elaborate nel 2006 dalla Società Italiana di Endocrinologia Pediatrica (SIEDP). E’ bene ricordare infine che, nel caso di pazienti affetti da sindromi genetiche i dati antropometrici andrebbero riportati su curve di crescita specifiche per sindrome (es. Sindrome di Down, sindrome di Turner, etc.)

Un singolo parametro di crescita non andrebbe mai valutato da solo e/o in modo puntiforme. Le valutazioni vanno rilevate nel tempo per costruire il pattern di crescita e determinare il tasso di crescita del bambino. Ciò permette di valutare l’eventuale presenza di patologie, di ipotizzarne l’eziologia e di monitorare queste ultime. La crescita quindi viene valutata riportando le misure in modo preciso sulle curve di crescita e confrontando ogni gruppo di valori con quelli ottenuti nelle precedenti valutazioni antropometriche.

I normali pattern di crescita possono non mostrare un accrescimento lineare, ma fasi di scatti e plateau, per cui è lecito attendersi piccole variazioni dalla linea del percentile del singolo bambino. Scatti di crescita o calo di percentili significativi (variazione di almeno 2 percentili maggiori) devono invece essere prese in seria considerazione, così come elevate discrepanze tra le varie misurazioni (percentili di altezza, peso e circonferenza cranica).

Quando l’introito calorico è inadeguato, il percentile del peso è il primo a decrescere, seguito da altezza e, infine, dalla circonferenza cranica. L’introito calorico può essere ridotto o per cause organiche (come ad esempio nel caso di una patologia che determini malassorbimento intestinale o di un inadeguato accesso alle fonti di cibo) o perché è presente una deprivazione psico-sociale (scarsa crescita non organica).  L’introito calorico inoltre può anche essere inadeguato a seguito di un aumentato fabbisogno energetico come nel caso di bambini affetti da patologie croniche, quali insufficienza cardiaca o fibrosi cistica, che possono richiedere un maggiore apporto calorico per sostenere la crescita. Un aumento del percentile del peso a fronte di una riduzione del percentile dell’altezza suggerisce una eziologia di natura endocrinologica quali l’ipotiroidismo o una sindrome di Cushing.

Molti bambini generalmente si attestano tra i 6 e i 18 mesi su percentili inferiori rispetto a quelli che si registrano alla nascita, conformandosi al programma genetico individuale e continuando a crescere successivamente, parallelamente ad esso. Di solito il calo non è mai superiore a due percentili maggiori di crescita e la valutazione clinica dimostra un normale esame obiettivo e uno sviluppo neuromotorio adeguato. I bambini che presentano una crescita rallentata in ogni caso dovrebbero essere seguiti attentamente, sebbene in genere non siano necessari ulteriori approfondimenti diagnostici.

Bambini nati piccoli per l’età gestazionale (SGA), o prematuramente, mostrano generalmente una crescita di recupero “catch-up” nei primi 6 mesi di vita. Questi piccoli dovrebbero essere nutriti “ a richiesta” se non compaiono episodi di vomito; alcuni inoltre possono beneficiare di formule ad alto apporto calorico. Molti fattori di rischio psico-sociali possono aver contribuito alla nascita di un bambino SGA o nato prematuro e, perpetuandosi, possono determinare uno scarso accrescimento di natura non organica in epoca post-natale. Paradossalmente, questi stessi bambini (SGA e prematuri) sono soggetti a rischio di obesità già in età pediatrica. La crescita del sistema nervoso infine è più rapida nei primi 2 anni di vita (correla con lo sviluppo fisico, emotivo, comportamentale e cognitivo).

La valutazione dello stato nutrizionale è di fondamentale importanza nel bambino, sia in benessere che nel caso di patologie acute o croniche e si basa sull’accertamento dell’apporto alimentare (presente e passato), sull’esame fisico comprensivo di misure antropometriche nonché su indagini strumentali e di laboratorio.
Lo stato di malnutrizione, soprattutto in eccesso ma anche in difetto, non è di infrequente riscontro in pediatria e può influire negativamente sulla crescita e sullo sviluppo oltre che sul futuro stato globale di salute del soggetto in età adulta.

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